Intervenuto nel corso dell’evento “L’Italia che ricostruisce: il sistema italiano per Ucraina, Gaza e Siria”, che si è tenuto il 14 giugno presso la Camera dei Deputati, il CEO di Snam Agostino Scornajenchi ha ribadito la necessità di puntare su un modello di integrazione energetica nel quale rinnovabili, nucleare e gas possano convivere per garantire sicurezza, competitività e sviluppo industriale.
Il futuro dell’energia: la vision di Snam
“Ogni Paese deve agire nel modo più intelligente possibile. Utilizzare le rinnovabili è di fondamentale importanza, ma è utile integrarle con il resto”: la loro crescente diffusione rende infatti sempre più indispensabile garantire la stabilità del sistema energetico, preservandone al contempo qualità e affidabilità. È questa la sfida che caratterizzerà il futuro dell’energia e la direzione verso cui guarda anche Snam. Per il Gruppo, guidare l’integrazione energetica significa innanzitutto contribuire concretamente allo sviluppo di infrastrutture sicure, flessibili e pronte ad accogliere nuove fonti di energia sostenibile. In quest’ottica si inseriscono quindi gli investimenti in tecnologie e soluzioni innovative per ridurre l’impronta carbonica e favorire la decarbonizzazione del sistema energetico, promuovendo lo sviluppo dei gas rinnovabili, come biometano e idrogeno.
L’integrazione energetica è la chiave per sicurezza e competitività
Parlare di nucleare “è utilissimo ma nel frattempo non ci dobbiamo dimenticare che l’energia è qualcosa di fisico, e questo qualcosa di fisico serve a mandare avanti i processi”. Scornajenchi ha quindi sottolineato il valore di un approccio pragmatico, capace di superare la logica di una contrapposizione tra le diverse fonti energetiche e di promuovere al contempo un modello basato sulla loro integrazione: “Se pensiamo di continuare a definirci un Paese manifatturiero, dobbiamo sapere che il vetro, la carta, la ceramica, l’acciaio e anche i datacenter vanno fatti con energia densa, vanno fatti con le macchine, vanno fatti con il nucleare, con il gas. Quindi non c’è un buono e un cattivo, bisogna uscire da questo ragionamento”.
Proseguendo il suo intervento, il CEO Agostino Scornajenchi ha quindi posto l’attenzione su come in questi ultimi anni gli scenari geopolitici abbiano rafforzato il ruolo strategico dell’energia nelle dinamiche economiche e internazionali: “È un elemento strutturale nella vita dei Paesi, è un elemento strutturale della diplomazia, della democrazia, dell’indipendenza e della competitività“.
Considerazioni sull’intervento del CEO di Snam
Nelle parole di Agostino Scornajenchi emerge quindi il valore dell’energia quale leva strategica per il futuro di ogni Paese, non solo sul fronte della sostenibilità ma anche in termini di sicurezza, autonomia e competitività. In questo scenario, l’integrazione energetica assume un ruolo centrale per accompagnare la trasformazione del settore, attraverso un mix di fonti e infrastrutture in grado di garantire stabilità, resilienza e sostenere lo sviluppo dell’economia reale.
