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Quick Fix, Carlotta Ventura (A2A): la rendicontazione ESG è uno strumento di dialogo e fiducia

Dopo aver modificato gli obblighi sulla rendicontazione in materia di sostenibilità con la Direttiva EU Stop the Clock di aprile, a luglio la Commissione Europea ha adottato il Quick Fix. Si tratta di un atto che interessa le imprese europee soggette alla Csrd e rinvia l’applicazione di alcuni obblighi previsti dagli Esrs (European Sustainability Reporting Standards). A questi, si aggiunge la proposta di revisione degli Esrs da parte dell’European Financial Reporting Advisory Group. Carlotta Ventura, Direttrice Comunicazione, Sostenibilità e Regional Affairs di A2A, condivide le sue riflessioni sulle possibili evoluzioni in un articolo pubblicato su “MF – Milano Finanza”.

Sia il Quick Fix che la revisione degli Esrs mirano a semplificare il processo di rendicontazione ESG. Un obiettivo, secondo Carlotta Ventura, “totalmente apprezzabile se correttamente attuato senza creare il rischio di rendere vani, e frustrati, investimenti e sforzi sostenuti dalle aziende già adempienti alle normative che, dopo anni di accelerazione, ora vedono uno stop”. Da qui il suo invito a riconoscere i passi avanti compiuti con tanto sforzo dalle imprese nella rendicontazione ESG poiché si muovono nella direzione di una misurazione più trasparente, a favore di una maggiore fiducia da parte degli stakeholder.

La disclosure combinata di dati ESG e performance economico-finanziarie dà una rappresentazione completa ed efficace dell’impegno, dei risultati e della direzione che un’azienda intende mantenere nel medio-lungo periodo – afferma la manager – Rallentare la convergenza verso standard omogenei di accountability potrebbe ridurre il grado di comparabilità tra operatori, ostacolando la capacità degli investitori di allocare capitali in maniera pienamente informata”. A questo punto, la sostenibilità esce dai confini di una semplice leva di business diventando “il modo più corretto di operare e rappresentarsi”. Ecco perché la possibilità di documentare su base volontaria alcuni aspetti legati agli ESG non deve essere usata come un pretesto per evitare di assumersi le proprie responsabilità nel percorso della transizione.

In un contesto in cui la richiesta di un coinvolgimento responsabile, nonché di un ruolo sociale attivo, da parte delle imprese si fa sempre più pressante, “le aziende possono scegliere se considerare la sostenibilità e la sua rendicontazione come un atto burocratico costoso o come l’opportunità di comunicare con trasparenza il valore generato, trasformandola in uno strumento di dialogo e fiducia verso il mercato e la società”. “Gli impatti – conclude Carlotta Venturaandranno ben oltre il perimetro del business ricadendo positivamente su territori e comunità”.

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