Scilm: la sostenibilità come architettura d’impresa secondo Serena Scudiero
In uno scenario economico segnato da incertezze geopolitiche, tensioni sui costi energetici e pressioni normative sempre più stringenti, parlare di sostenibilità rischia di diventare un esercizio retorico. Per Serena Scudiero, Managing Director di Scilm, azienda veneta specializzata in accessori e componenti per il settore dell’arredo, la questione è invece profondamente concreta: “La sostenibilità non è un progetto collaterale, ma il modo in cui scegliamo di fare impresa ogni giorno”.
Fondata nel 1977, Scilm è cresciuta mantenendo una forte matrice familiare, evoluta nel tempo in una struttura manageriale capace di competere sui mercati internazionali. Oggi la sfida non è soltanto industriale, ma culturale: integrare ambiente, filiera e persone in un modello di sviluppo coerente e misurabile, dimostrando che anche una pmi può trasformare la transizione ecologica in leva strategica.
Per un’azienda manifatturiera, la priorità quotidiana resta garantire continuità produttiva, qualità e rispetto delle tempistiche. È proprio qui che la sostenibilità deve dimostrare la propria solidità. In Scilm, la decarbonizzazione è stata incorporata nelle scelte operative: investimenti in impianti fotovoltaici che coprono circa il 30% dell’elettricità utilizzata e oltre il 18% del fabbisogno energetico complessivo, illuminazione a Led nei reparti produttivi, sistemi di monitoraggio per ottimizzare i consumi. A rafforzare questo percorso, la certificazione ISO 50001, che attesta un sistema di gestione dell’energia orientato al miglioramento continuo. “Misurare è il primo passo – sottolinea Serena Scudiero – Solo conoscendo nel dettaglio il nostro impatto possiamo pianificare interventi efficaci”.
Sul fronte dei materiali, l’azienda ha avviato un progressivo incremento dell’utilizzo di Pvc riciclato nei propri prodotti, accompagnato da un percorso di certificazione secondo lo standard ISO 14021 per la plastica riciclata. L’obiettivo è ridurre l’impatto ambientale lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, senza compromettere qualità e performance tecniche.
Parallelamente, Scilm ha sviluppato un sistema strutturato di monitoraggio delle emissioni Scope 1 e Scope 2, analizzando consumi di gas naturale, gasolio ed energia elettrica. Questo approccio consente di simulare scenari evolutivi e pianificare azioni mirate, in una logica di miglioramento progressivo.
Dal 2026, inoltre, l’azienda si è impegnata ad acquistare esclusivamente energia certificata da fonti rinnovabili, rafforzando ulteriormente la propria traiettoria di transizione.
Per Serena Scudiero, parlare di sostenibilità significa intervenire già nella fase progettuale. L’ecodesign diventa così un principio guida: prodotti durevoli, modulari, facilmente sostituibili o aggiornabili, pensati per essere riciclabili a fine vita. L’attenzione alla durabilità non è solo ambientale ma anche economica: prolungare la vita utile di un componente riduce sprechi, ottimizza le risorse e risponde a una domanda crescente di soluzioni più responsabili da parte dell’intera filiera del mobile.
Un altro pilastro è la supply chain. Il 92% dei fornitori di Scilm si trova in Italia e oltre il 42% in Veneto. Una scelta che favorisce relazioni dirette, controllo costante e riduzione delle emissioni legate al trasporto. L’azienda ha implementato un sistema di Vendor Rating basato su parametri oggettivi (qualità, puntualità, affidabilità e certificazioni come ISO 9001, 14001, 50001 e 45001) e sta sviluppando strumenti di audit dedicati agli aspetti ambientali e sociali. La sostenibilità, in questo senso, diventa un criterio di selezione e crescita condivisa. Serena Per Scudiero, la transizione non può prescindere dal coinvolgimento delle persone. Progetti interni dedicati a sostenibilità, innovazione e benessere organizzativo mirano a creare consapevolezza diffusa. Ogni anno una quota significativa del budget formativo è destinata a temi ambientali e sociali, con l’obiettivo di rendere la sostenibilità un valore vissuto e non imposto. “Sono le persone il vero motore del cambiamento – afferma – Solo se la sostenibilità diventa parte della cultura aziendale può tradursi in risultati concreti”.
In un contesto economico complesso, la visione di Scilm è quella di una “sostenibilità possibile”: pragmatica, graduale, basata su obiettivi misurabili e risultati verificabili. Niente proclami, ma investimenti mirati, piani di efficienza energetica, analisi LCA, riduzione progressiva delle emissioni.
Per Serena Scudiero, la sostenibilità è insieme scelta etica, dovere imprenditoriale e necessità sistemica. Ma è anche, e soprattutto, una leva competitiva. Anticipare le richieste di trasparenza ambientale e responsabilità sociale della filiera significa rafforzare il posizionamento sul mercato e attrarre nuove generazioni di talenti sensibili a questi temi.