Raffaele Pio de Nittis, manager di origini manfredoniane, è il nuovo Presidente di Confcooperative Sanità Puglia. La consolidata esperienza nell’ambito socio-sanitario gli è valsa la nomina con cui è subentrato a Mauro Abate, rimasto alla guida della federazione per tre mandati. In occasione dell’assemblea congressuale intitolata “Dare valore alla cura: efficienza e innovazione nella Puglia del futuro”, il neopresidente ha delineato le direttrici strategiche per il futuro del comparto.
In cima alla lista degli obiettivi ci sono il rafforzamento della cooperazione come partner delle politiche pubbliche regionali, lo sviluppo della sanità territoriale e domiciliare in linea con le opportunità rese possibili dal PNRR e dal DM 77 e la promozione della medicina di iniziativa con focus su prevenzione e screening. Ma anche l’integrazione tra sanitario e sociale, il sostegno all’occupazione qualificata con attenzione particolare sul lavoro femminile e la valorizzazione dell’amministrazione condivisa mediante strumenti di co-programmazione e co-progettazione. Nella visione del manager c’è, dunque, la costruzione di un sistema che è sempre più vicino ai cittadini.
Raffaele Pio de Nittis ha poi confermato la volontà di mantenere un dialogo costruttivo con le istituzioni regionali e locali, ribadendo al contempo il valore del sistema cooperativo per il welfare pugliese. “Nel settore sanitario e socio-sanitario gli interlocutori sono molteplici, a partire dalla Regione fino a tutte le ASL, gli istituti sanitari regionali, gli ambiti territoriali sociali. È un compito molto impegnativo quello che mi attende”, ha commentato.
Ad aprile ha partecipato a uno dei primi tavoli regionali nella sua nuove veste, per discutere di RSA e centri diurni. Tra i temi principali, la regolamentazione delle tariffe del regolamento 4 e 5 del 2019 relativo alle RSA e ai centri diurni accreditati. “Siamo ancora fermi alle tariffe del 2020, ci sono stati da allora aumenti contrattuali che pesano solo sulla componente del personale”, ha sottolineato. Dai rincari energetici a quelli dei servizi correlati alla gestione delle strutture fino ai costi delle derrate alimentari e della ristorazione: sono diverse le voci schizzate in alto ma a pesare è soprattutto il costo del lavoro. “Speriamo di poter arrivare a breve alla revisione delle tariffe. Un’altra questione è, invece, il riconoscimento del trasporto sociale. Al momento, non esiste una tariffa unica per tutte le ASL che consenta di contrattualizzare i gestori dei centri che si fanno carico del costo del trasporto dei disabili. “Serve un regolamento con un’unica tariffa, ci sono sentenze del Consiglio di Stato che lo sanciscono”. L’ultimo punto cruciale è l’accreditamento delle cure domiciliari. “Stiamo sollecitando la Regione ad adottare un regolamento”, ha dichiarato Raffaele Pio de Nittis.
Il neopresidente ha quindi indicato le linee guida del suo mandato: “Il nostro obiettivo è cercare di dare un contributo su tre punti: la prossimità, perché in una fase in cui si parla di territorializzazione dei servizi la cooperazione ha un’esperienza già concreta; l’integrazione, perché non siamo solo puri fornitori di servizi ma costruiamo complementarietà, nell’ottica della sussidiarietà orizzontale indicata dal legislatore; infine la capacità di proposta, andando a implementare il sistema con gli strumenti della co-progettazione e della co-programmazione”.
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