Qualità e personalizzazione del pasto nella ristorazione socio-sanitaria di Serenissima Ristorazione. Tommaso Putin, Vicepresidente della realtà leader della ristorazione collettiva, ha parlato alla rivista “Ristorando” dell’approccio adottato, in particolare per ospedali e RSA. Questa negli ultimi anni è diventata una pratica che fa parte dell’esperienza di cura e di benessere delle persone, non più un semplice servizio di supporto. Il costante invecchiamento della popolazione, la diffusione di malattie croniche e l’attenzione alla prevenzione nutrizionale ha trasformato l’importanza del pasto in ospedali e RSA.

Secondo Tommaso Putin, il settore della ristorazione socio-sanitaria è diventato sempre più incentrato sulle persone e meno attribuibile a una logica meramente produttiva. Nonostante la rigidità normativa e i sistemi di gare contribuiscano a far leva solo sulla parte economica, Serenissima Ristorazione ha intuito esserci una differenza per i pasti destinati agli ospedali e a strutture di lungodegenza come le RSA.

Oltre la sicurezza alimentare, soddisfare il fabbisogno nutrizionale e la puntualità delle consegne, oggi “la qualità percepita è diventata un indicatore strategico”, poiché influisce sul benessere e sulla vita del paziente. La qualità del pasto passa attraverso il gradimento dell’ospite, motivo per cui l’azienda ha puntato su personalizzazione, qualità sensoriale del pasto e integrazione tra dietisti e personale sanitario.

Un pasto in strutture come quelle ospedaliere deve rispondere a tempistiche più rapide ed esigenze cliniche immediate, mentre all’interno delle RSA “il pasto diventa parte della quotidianità delle persone”, ha sottolineato Tommaso Putin. Ragione per cui è un errore applicare lo stesso modello organizzativo per contesti totalmente diversi, traslare le logiche ospedaliere in ambiti che esigono ascolto, flessibilità e mantenimento delle abitudini.

Al centro dell’approccio di Serenissima Ristorazione ci sono investimenti costanti per coniugare tecnologie innovative, percorsi nutrizionali personalizzati e una collaborazione continua tra operatori e strutture sanitarie. Senza dimenticare però l’impegno verso la sostenibilità, la diminuzione degli sprechi e la qualità del servizio.